Passerotti e gluteomorfine

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Passerotti e gluteomorfine

Nulla insegna come l’osservazione diretta e l’esperienza personale.
Una cliente mi racconta che qualche settimana fa ha assistito a un piccolo fenomeno che le ha aperto in un attimo una nuova finestra di consapevolezza.

Da quando si è trasferita in campagna, Sara ha preso la simpatica abitudine di dare da mangiare ai passerotti che tutte le mattine vengono ad allietare la sua colazione sul davanzale della finestra di cucina. Si è così procurata dei semini adatti al loro sostentamento e ha stabilito con queste piccole e gioiose creature una piacevole relazione di scambio: cibo contro allegri e spensierati cinguettii.

Un giorno, avendo finito i semini per i suoi amici, ha pensato bene di sbriciolare un pacchetto di crackers (rimasti inutilizzati in credenza da quando mi frequenta!) e disporli al solito posto sul davanzale della cucina. Neanche a dirlo i passerotti hanno fatto piazza pulita, in un battibaleno, anche delle briciole di crackers. Ma la sua sorpresa è stata grande quando, il giorno dopo, essendosi procurata i semini per i suoi piccoli amici, ha provato a mescolarli insieme ad un altro mezzo pacchetto di crackers rimasto in giro disponendo come al solito la miscela sulla finestra. Dopo qualche ora infatti si è accorta che i passerotti avevano scansato scientificamente e lasciato lì tutti i semini mentre delle briciole di crackers non ce n’era più neanche l’ombra!

Qualcuno potrebbe subito osservare” …e mica sono scemi i passerotti! Anche a loro piacciono di più i carboidrati peraltro insaporiti con un bel po’ di sale. Altro che semini! Gli si potrebbe dare anche la pizza che farebbero festa!”

Sara però è rimasta molto sorpresa di come, in così poco tempo, sia stato possibile sostituire il cibo che la Natura ha previsto per i passerotti, con qualcosa che loro non avevano probabilmente mai assaggiato ma che li ha conquistati in men che non si dica. E si è domandata cosa succederebbe se a queste creature venissero somministrate tutti i giorni briciole di crackers… Sarebbe di certo uno spettacolo molto triste perché quello che per la loro specie è un “non cibo”, andrebbe a provocare delle alterazioni importanti sul metabolismo dei piccoli volatili. E infatti, forse non tutti sanno che anche secondo gli esperti della Lipu, agli uccellini non bisognerebbe mai dare le briciole di pane. Figuriamoci di crackers!

Prendendo spunto da questa esperienza, ho potuto però spiegare a Sara che i carboidrati contenenti glutine sono in grado di creare nell’essere umano, ed evidentemente non solo in lui, una marcato meccanismo di vera e propria “dipendenza biochimica” dalla quale è realmente difficile affrancarsi. La spiegazione va ricercata nella presenza di un’interessante molecola che si produce proprio durante la digestione del glutine contenuto nei cereali, peraltro in notevole quantità, soprattutto nel frumento odierno. Si tratta della gluteomorfina che, appunto, è un composto simile alla morfina.

Va saputo che le gluteomorfine, esattamente come la morfina, sono molecole in grado di legarsi con estrema affinità ai recettori degli oppioidi che abbiamo sparsi in tutto il corpo e, in particolare, nel sistema nervoso centrale e lungo il tratto gastrointestinale. Così, come tutti gli oppioidi, anche le gluteomorfine inducono rallentamento dei riflessi, stanchezza, senso di annebbiamento, sonnolenza, predisposizione a intolleranze e allergie, infiammazione cronica di basso grado continua e persistente, ma soprattutto voglia e ancora voglia di una “dose”, meglio se calda e fumante.

In questo modo, e anche attraverso la concomitante alterazione del microbiota intestinale, le gluteomorfine sono in grado di creare un vero e proprio meccanismo di dipendenza che, quando si decide di fare a meno per un po’ dei carboidrati, può generare vere e proprie crisi di astinenza e conseguenti attacchi (tecnicamente detti cravings = voglie) caratterizzati da un incontenibile desiderio di farinacei come pane, pasta, pizza e dolci.
E voi che pensavate di essere solo un po’ deboli di motivazione o avere scarsa volontà!
Ebbene, adesso sapete che tratta invece di affrontare, con conoscenza ma soprattutto consapevolezza, una vera e propria disintossicazione dall’azione di molecole molto, ma molto attive e… seducenti!

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