Domande e risposte

Il naturopata è un medico che cura con sostanze naturali?

No. Il naturopata e il medico sono sono due figure professionali ben distinte che, in un contesto ideale, dovrebbero collaborare per preservare la salute delle persone.

Il medico cura le patologie e si concentra sull’azione deleteria di elementi esogeni quali virus, batteri, funghi etc,. sulle lesioni strutturali e in generale sulle malattie organiche. Il medico fa un’analisi dei sintomi, prescrive se necessari esami strumentali di laboratorio e formula una diagnosi, una prognosi e una terapia, solitamente farmacologica, finalizzata all’eliminazione dei sintomi.

Il naturopata opera in maniera completamente diversa e va subito chiarito che, solitamente, non è un medico. La sua formazione pluriennale, conseguita presso istituti qualificati, è ampia ed articolata ma, pur contemplando studi di fisiologia umana, non riguarda la pratica medica e quindi la laurea in medicina.

Il compito del naturopata è quello di stimolare le risorse interne della persona affinchè venga ripristinato, dall’organismo stesso, un equilibrio di salute che significa rientro dei sintomi (intesi come “spie” di uno squilibrio più ampio) grazie alle capacità di autoguarigione e di riequilbrio proprie, se pur con caratteristiche diverse, di ogni individuo.

Il naturopata pertanto non compie una diagnosi in senso medico, ma un’analisi e quindi una valutazione del terreno costituzionale. Per “terreno” si intende il quadro delle predisposizioni individuali e delle capacità reattive e ricettive che il soggetto mette in atto per mantenere il proprio equilibrio inteso come condizione di salute e benessere.

Quando tale equilibrio si altera e compaiono alcuni sintomi, il naturopata cerca di identificare quali “leggi di natura” siano stato violate, quali “bilance interne” squilibrate, quali meccanismi di difesa si siano resi inefficaci. In tal senso, l’obiettivo primario del naturopata non è quello di combattere il sintomo ma piuttosto di ricercare le ragioni di fondo che hanno alterato l’equilibrio omeostatico e da lì generato, come epifenomeno, il sintomo.

Il naturopata inoltre considera il processo di guarigione non come fattore passivo ma come partecipazione attiva del soggetto, che viene così responsabilizzato nel mantenimento del proprio equilibrio, sia esso fisico che psichico. In tal senso il naturopata indica quali pratiche quotidiane aiuteranno la persona a rafforzare il terreno costituzionale allontanando definitivamente il sintomo “spia” e puntando al raggiungimento di un pieno stato di benessere.

La naturopatia e l’omeopatia sono la stessa cosa?

In realtà no, si tratta di due approcci piuttosto differenti che però condividono una premessa comune ovvero che l’organismo, se opportunamente aiutato/stimolato, è in grado di ripristinare da sé, grazie alla proprie risorse cosiddette di “autoguarigione”, quell’ equilibrio interiore che riconduce alla salute piena. Per entrambi gli approcci, il sintomo è sempre e solo “la spia” di uno squilibrio interno di alcuni sistemi biopsicologici che possono essere modulati attraverso pratiche non invasive.

L’omeopatia è una medicina, oggi considerata “alternativa” e  basata sul principio di “principio di similitudine del farmaco” secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella stessa sostanza che in una persona sana induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. L’omeopatia pertanto si fonda sull’analisi della persona e delle sue caratteristiche e sulla conseguente somministrazione di prodotti in granuli di zucchero e sostanze diluite che rispondono al principio suddetto.

La Naturopatia opera in maniera significativemente diversa. Per il ripristino di un equilibrio alterato e la stimolazione delle capacità di autoguarigione specifiche di ogni individuo, (identificate anche in relazione alla sua costituzione bio-psicologica), essa fa ricorso ad un insieme di pratiche diverse che vanno dall’alimentazione alla supplementazione nutrizionale ragionata, dall’utilizzo della floriterapia alla gemmoterapia, dalle tecniche di gestione dello stress alla riflessologia. Niente granuli omeopatici dunque, ma principalmente correzione del modello alimentare adottato, tecniche di gestione dello stress ed eventualmente integratori alimentari, supplementi nutrizionali e fitocomplementi  volti alla modulazione dei sistemi biologici di base e attraverso questo al recupero del benessere e alla scomparsa dei sintomi “spia”.

La naturopatia può aiutarmi a dimagrire veramente?

Tutti vogliono dimagrire ma il difficile della faccenda sta nel farlo mantenendo la salute.

Parecchie diete infatti consentono significative perdite di peso, ma non di rado creano dei danni tutt’altro che banali forzando una perdita di peso che, nel caso di diete ipocaloriche spesso anche non troppo severe, va a scapito della massa magra che nel nostro organismo è il vero motore metabolico. La scienza ormai è inconfutabile: una riduzione calorica rispetto al fabbisogno nutrizionale genera risposte difensive nell’organismo che immediatamente riduce i suoi consumi e ottimizza la conversione in scorte salvaguardandosi in questo modo da temute carestie di memoria evolutiva. Tutto questo determina la sgradevole conseguenza di riacquistare il peso perso non appena si ricomincia a mangiare anche solo un po’ di più.

La naturopatia opera secondo un approccio radicalmente diverso e sempre, in primis, nella logica del rinforzo della salute. E anche in questo l’intervento naturopatico si fonda sulla volontà di favorire le capacità di autoregolazione dell’organismo inteso nel suo inscindibile essere un unità di corpo-mente-spirito.

Quindi la riposta è sì, la naturopatia può aiutare a perdere peso definitivamente perché in naturopatia la perdita di peso è solo una conseguenza. La conseguenza di un modo corretto e adeguato di nutrirsi. Si mangia sano, pulito, si mangia cibo vero e non bustoni di pasti sostitutivi, si riequilibrano naturalmente i segnali della fame, di fornisce all’organismo quello di cui ha bisogno, nei momenti giusti della giornata, ruotando se necessario alcune categorie alimentari e questo produce dei risultati spesso clamorosi. La naturopatia pertanto non fa diete grammate, non dà tabelle giornaliere, non pesa e non compensa.

La naturopatia indaga tutte le cause del sovrappeso,  inteso come “spia” di un equilibrio alterato (a volte da molti anni e anche in seguito a svariate diete di restrizione): errori alimentari, stile di vita, abitudini quotidiane legate a diverse condizioni lavorative, eccesso di stress, emozioni non espresse, fame insaziabile, etc. A partire da qui  indica un modello alimentare che sia rispettoso di quanto la natura ha previsto per noi.

E la perdita di peso è l’evidenza empirica di quanto l’organismo vada gradatamente riprendendo la via della salute.