Riflessioni – Consigli per le Feste.

 

Ci siamo!

La macchina delle Festività Natalizie e di Fine Anno è ormai nel pieno della sua rappresentazione e per quanto anticonformisti e un tantino disincantati si voglia essere per riaffermare, almeno a se stessi, l’autonomia del sentire contro quella affabulazione commerciale che a dicembre ci vuole tutti felici, leggeri e spendaioli, le lucine che addobbano le strade e le piazze, le vetrine scintillanti di decorazioni rosso e oro, i gingles natalizi che allietano l’atmosfera e l’abbondanza che in queste settimane più che mai trionfa nei supemercati e nei negozi, ci seducono nostro malgrado sussurando al nostro irriducibile (per fortuna!) bambino interiore che anche questo giro d’anno si va a concludere, Natale è arrivato e okay, i problemi ci sono e i pensieri spesso sono anche tanti ma…non importa, adesso è Natale, ci meritiamo una pausa e a tutto il resto ci penseremo dopo le feste.

 

Natale è prima di tutto stare insieme.

La cosa bella del Natale però al di là di tutto l’iconico scenario che ci catapulta in un mondo immaginario di baite innevate e di Babbi Natale che arrivano direttamente dalla Lapponia finlandese allestita per l’occasione nel negozio di giocattoli dietro casa (ma non fate fare Babbo Natale agli smilzi che non rende!! J), è quella magnetica corrente umana che in queste settimane si attiva alla sua massima forza spingendoci a riunirci, a stare insieme in famiglia, tra amici, tra colleghi e a ritrovare, con tutte le eventuali contraddizioni del caso, il senso della relazione e auspicabilmente, insieme ad essa, il senso e lo spirito del dono. 😉

 

Oddio, a Natale adesso come faccio per la dieta?

Ed è così che in queste settimane in ogni casa e in ogni cucina si predispongono i preparativi per i piatti tradizionali legati alle proprie origini e si moltiplicano gli incontri attorno a tavole private o di ristorante, imbandite di ogni golosa prelibatezza.

Certo, è inevitabile che tutto ciò renda un po’ più difficile la vita di chi ha intrapreso un percorso di salute, di dimagrimento o semplicemente di razionalizzazione del proprio stile di vita.

Ma se mentalmente ci posizioniamo in uno spazio di consapevolezza attiva dove  teniamo ben presente a noi stessi che lo spirito del Natale e delle Feste è quello di ritrovarci, di stare insieme e di celebrare, anche culinariamente, il senso delle nostre tradizioni e il senso delle relazioni che ci uniscono, allora non dobbiamo avere paura di Babbo Natale ovvero non dobbiamo temere che le feste interferiscano più di tanto con tutto il nostro essere, incluso, o forse per alcuni addirittura in primo piano, il nostro corpo, il suo funzionamento, il suo benessere, i suoi messaggi e non ultima la forma con cui si esprime nel mondo.

 

5 regole semplici per passare le feste indenni e in allegria .

Poche e semplici regole di PRESENZA, CONSPEVOLEZZA e un pizzico DETERMINAZIONE, ci saranno utili per restare MENTALMENTE INDIPENDENTI e RELAZIONALMENTE CONNESSI. E forma, gioia e salute ne beneficeranno alla grande!

Regola n°1 – L’atteggiamento.

Non ci piace e non è necessario fare quelli che “stanno sempre a dieta”. Quei pur gentili ed educati rifiuti volti a tenere la posizione in maniera rigorosa, denotano sì determinazione  e volontà, ma anche quella pericolosa dose di rigidità che spesso è l’anticamera della capitolazione totale. Come dire, se mollo …addio, a quel punto mi lascio andare del tutto. Ma chi l’ha detto? Nella nostra impostazione GIFT la F di flessibilità è una componente fondamentale. Flessibilità significa che non vogliamo cadere nell’ortoressia alimentare ma che al contrario, possiamo e vogliamo permetterci di stare in tutte le situazioni senza per questo perdere di vista la nostra griglia di interpretazione dei piatti, il nostro modello alimentare e le conoscenze tecniche che guidano serenamente e quotidianamente le nostre scelte. In altre parole significa che non tutti i pasti sono perfetti, soprattutto in periodi come questo, ma che il fatto che non siano perfetti non significa che siano il suo esatto opposto ovvero “ecco ho sgarrato a questo punto ci penserò a gennaio tanto ormai…”.

Regola n°2Di tutto un PO’

Quindi, tranquilli, ci saranno dei pasti con un surplus calorico decisamente più significativo di quello a cui siamo abituati. Qualche primo più condito, qualche contorno non proprio di sole verdure, qualche secondo con intingoli più elaborati. Forse qualche antipasto in più che se fosse per noi gifter probabilmente già avrebbe fatto metà del pasto, vero? E poi quell’assaggio di panettone che “so che non dovrei ma proprio sarei stata l’unica/o a rifiutare!!”

Ma è questo il nostro schema quotidiano? No.

Abbiamo fatto il bis di primo? Aggiunto il pane, bevuto 2 bicchieri di vino oltre al prosecco di antipasto e sbocconcellato il torrone insieme a una, anzi due fette di panettone? Speriamo di no!

In questo caso, fa tutto parte del gioco, del copione ma anche della gioia condivisa di queste feste. E va bene così!

Basta solamente rifarsi alle vecchie e sagge regole proverbiali che se fossero davvero applicate, in molti ambiti del nostro vivere, nello spirito del loro originario messaggio solitamente molto semplice ma anche molto ficcante, avremmo già risolto metà dei problemi del globo: in breve… un po’ di tutto! N.B. Po’ = forma abbreviata di POCO.

Grazie! Direte voi. Prego!

Guardate che non è più complicato di così. E il punto non è saperlo ma…saperlo fare 😉

Quindi…

Regola n° 3 – So come fare e…lo faccio!

Aperitivo

Mezzo bicchiere di prosecco o di altro aperitivo degno (vedi oltre il significato di questo aggettivo). Sorseggiamo PIANO, annusiamo il profumo e assaporiamo il gusto.

Le portate del pasto

Non più di 3 antipastini scelti tra quelli più proteici tipo gamberetti in salsa rosa, tartine di salmone, sedano e mascarpone, qualche fettina di prosciutto. Una porzione modesta di primo (compatibilmente con le insistenze della cuoca); una porzione di secondo con il suo contorno qualunque esso sia (sì, anche se sono patate…solitamente è più facile regolare la quantità del contorno giusto?);

Vini

3/4 (tre quarti, non fraintendetemi eh?) di bicchiere di vino, possibilmente buono e costoso, sorseggiato lentamente durante il pasto. E naturalmente mettetevi l’acqua vicino così alternate spesso e vi dissetate quella, non con il vino 😉

Dolci

Evitarli durante le feste è come è come recarsi al lago ed evitare le zanzare! Sono praticamente dappertutto! Così è per i dolci durante feste. Che però sono indubbiamente più piacevoli delle zanzare J.

Qualità. La parola d’ordine è QUALITA’ e ancora una volta MODERAZIONE che fa rima con UN PEZZO (non è vero ma nella nostra testa sì). Innanzitutto preferire dolci domestici (sì lo so che spesso, soprattutto se non li fate voi, hanno una bella quantità di zucchero!) ma UNA fetta a fine pasto e NON a metà pomeriggio, può essere contemplata in uno schema se non di dimagrimento, almeno di mantenimento di quanto conseguito senza perdita della posizione. Inoltre, tutte quelle perversioni di glasse e farciture ai gusti più disparati che ormai da anni occhieggiano dagli scaffali dei supermercati facendo a gara a chi lo fa più strano, ecco, quelli lasciateli sugli scaffali e stategli lontano come la peste se ve li ritrovate davanti quando siete in compagnia.

Preferite una bella fetta di panettone tradizionale, con la sua uvetta, i suoi canditi e/o le sue mandorle, godetevela e fermatevi lì. Niente sbocconcellamenti supplementari e soprattutto NON fuori orario.

Con quello sì che vi rovinereste il leggero passo di danza con cui state imparando ad attraversare le feste in allegria, classe e leggerezza!

Regola n°4 – La compensazione anticipatoria non esiste!

Evitare di arrivare al pranzo o alla cena delle festività a stomaco vuoto. Sì, avete capito bene. Perché la “compensazione anticipatoria” ovvero siccome mangio tanto dopo, sto leggera a colazione o a pranzo anzi, quasi quasi salto (!), NON ESISTE. Attenzione! E’ il modo più collaudato e scientificamente dimostrato per fare danni.

Si arriva ai pasti delle feste avendo consumato regolarmente i pasti che li precedono!  Se è pranzo, la colazione resta ricca soprattutto di fibre e di proteine. Se è cena, il pranzo è regolare con la sua dose di primo con fibra, secondo e verdure (fibra pure loro).

Se arriviamo con lo stomaco vuoto sarà pressochè impossibile trattenersi e non per mancanza di volontà.

Fate la prova! Arrivate ai pasti festaioli senza fame.

Addirittura, prima di andare fatevi un antipasto casalingo ricco di fibra, come ad esempio verdure crude sbocconcellate mezz’ora prima, tipo un paio di carciofi tagliati fini e conditi con olio e limone, oppure della frutta fresca o una fetta di pane integrale con patè di olive e/o qualche noce oppure due-tre cucchiai di semi di zucca (se siete degli amanti) o di girasole che essendo semi hanno fibra, proteine e grassi buoni di enorme utilità anche per attutire sia fame che picchi glicemici. Provate per credere!

Al buffet degli antipasti sarete molto, ma molto più presenti a voi stessi. Capaci di scegliere in modo minimalista, selezionato, variegato e molto, ma molto chic! La moderazione si sa, in tutti i campi ha il fascino dell’eleganza.

Regola n° 5 –  La compensazione a posteriori esiste. Ma solo per cena.

Qui è tutto un altro discorso. Se il pranzo è stato ricco secondo quanto atteso dal cliché feste, l’unica compensazione possibile è quella serale. Un tisana senza zucchero magari aromatizzata al cardamomo o allo zenzero e/o un frutto fresco oppure quattro foglie di insalata o un radicchietto olio e limone, rappresentano il modo giusto per scaricare in modo intelligente il lavoro dell’intestino, del fegato e soprattutto dell’insulina.

 

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Quindi, ripetiamo, PRESENZA, CONSAPEVOLEZZA e un pizzico di DETERMINAZIONE che poi sono gli ingredienti base per affrontare la Vita  in ogni sua sorprendente sfumatura.

Buon Natale e Buon Inizio di Nuovo Anno!

Daniela