Il corpo non può essere considerato un semplice insieme integrato di organi intelligenti che cooperano all’unisono rispettando tutta una serie di rapporti di natura unicamente biologica. Come intuiamo senza grossa difficoltà, questo corpo è molto di più che il solo scenario di eventi strettamente fisici. Nel tentativo di non rimanere intrappolati in definizioni in qualunque modo limitanti, potremmo intendere l’entità corporea di ognuno di noi come una manifestazione piuttosto complessa che, registrando ogni attimo della nostra esistenza, si racconta attraverso il suo unico e peculiare linguaggio fatto di movimento, espressioni, dimensioni, consistenza, mimica, suono, colore, sfumature.

Come ormai accettato anche a livello scientifico, infatti, oggi sappiamo che ogni esperienza della nostra vita provoca nel cervello una serie di cambiamenti delle reti neurali e che queste reti influenzano tutta la manifestazione del nostro essere psico-corporeo. Quindi ogni nostra emozione, più o meno conscia, ogni nostra convinzione, più o meno consapevole, ogni nostro pensiero e ogni nostro vissuto si traducono in migliaia molecole che saettano in lungo e in largo nel nostro organismo informando, connettendo, modificando, modellando in tempo reale il sistema vivente che ognuno di noi rappresenta.

Ed è questo, in estrema sintesi, ciò che si intende quando si sente ripetere che il corpo e la mente sono  integrati e che non è possibile ragionare dell’uno senza l’altro.

Ignorare o sottovalutare il nesso che esiste tra il mondo interiore e l’universo corporeo rappresenta una mancanza di comprensione davvero limitante tanto per chi si occupa di Salute quanto per per chi ambisce a riconquistare un corpo armonioso e vitale. Non di meno, trascurare questo nesso rappresenta un fattore di rischio piuttosto elevato per la nostra salute poiché ciò che avviene al nostro interno ma non viene ascoltato e riconosciuto neanche da noi stessi (si parli di emozioni, percezioni, convinzioni, vissuti) si scaverà inevitabilmente un passaggio nel corpo fisico creando in molti casi corazze, armature, voluminosi involucri fino ad arrivare verosimilmente a problemi funzionali prima e non di rado a lesioni d’organo nel tempo. Perché il mal di schiena, il reflusso, la tendinite, la stanchezza, il sovrappeso non sono altro che un…epifenomeno psicofisico. Sempre.

L’ascolto consapevole del dialogo tra cervello, cuore (emozioni) ed espressione corporea pertanto, rappresenta un aspetto centrale per prenderci veramente cura di noi stessi in tutti i sensi.

Così, come è importante scegliere con saggezza il nostro cibo per ritrovare l’equilibrio del nostro corpo fisico e sentirci bene nel mondo, allo stesso modo, agire nel mondo in una maniera che ci consenta di esprimere la nostra vera essenza (e qui non è come dirlo e la ricerca spesso dura un vita) diventa ad un certo punto del cammino, un passaggio imprescindibile per sentirci veramente felici. Sì sì…felici! Cioè aventi la sensazione di essere alla guida di una vita ricca di senso (pertanto non subita) consapevoli delle nostre risorse, delle nostre potenzialità, dei nostri desideri, dei nostri sogni e impegnati con tutto il nostro fuoco interiore a trasformare in azioni concrete e per noi soddisfacenti tutto ciò che è sotto il nostro potere di intervento. Che è sempre molto di più di quanto spesso non ci raccontiamo.

Perché solo il ricongiungimento di ogni nostra parte, fisica, emozionale, sociale, spirituale ci conduce al raggiungimento di un completo stato di benessere e, conseguentemente a ciò, all’evoluzione anche fisica di noi stessi. Processo questo che non può essere delegato a nessuno poichè è e sempre resterà esclusiva responsabilità di ognuno di noi.

In sintesi, imparare a nutrirsi in maniera rispettosa e amorevole è la condizio sine qua non per ritrovare un corpo più leggero e armonioso, ma in alcuni casi non è condizione sufficiente e accanirsi con sentimenti di crescente frustrazione solamente sulla dimensione alimentare e di esercizio fisico risulta spesso solo estenuante e improduttivo.

Quando tutto il resto sembra non funzionare, quella storia, quell’entità complessa, quella persona che tanto vuole cambiare la propria manifestazione fisica, è con buona probabilità arenata su qualche scoglio interiore che ostacola il suo cammino, fosse anche solo parzialmente, verso la massima espressione del proprio sè. E ostinarsi a mortificare il corpo o disperarsi per quella che viene vissuta come una sconfitta del controllo sulla propria forma fisica, non servirà a nulla se non ad ottenere l’effetto contrario e cioè il disamore di sé.

Abbracciando invece la consapevolezza dello stretto legame che intercorre tra la nostra dimensione interna e la nostra dimensione esterna, va piuttosto valutato se quello non sia il momento in cui ampliare la prospettiva e spostare l’attenzione dall’esterno all’interno disponendosi ad un sincero e accogliente ascolto di sé, senza giudizi e pregiudizi, realmente disposti a ricercare nuovi elementi di consapevolezza e integrazione tra le diverse dimensioni dell’essere. E attraverso questa via provare a raggiungere la bellezza dell’essere e cioè il vero BenDessere!

Tante sono le pratiche che oggi conducono ad un interessante e davvero ricco lavoro di riconnessione e scoperta di noi stessi.

E il professionista della Salute, oggi come oggi, deve avere le competenze e la visione di insieme per poter condurre il proprio cliente ad un ampliamento di vedute in questa direzione ricercando insieme a lui nuove possibilità di conoscenza e cura di sé, al di là di ogni tecnicismo nutrizionale.

Nell’alleanza di Health Coaching, il tema della cura del sé rappresenta un’area di lavoro molto importante per il raggiungimento di un pieno stato di Bendessere.